L’opera teatrale vincitrice del Premio Rimbaud 2010 è “Il fuoco degli estinti” di Bianca Stefania Fedi e Daniela Toschi.
La giuria, composta da Enrico Maria Falconi, Andrea Giannasi, Piero Pacchiarotti e Dario Falconi, dopo una lunga lettura dei molti copioni arrivati, è giunta finalmente al verdetto finale.
L’opera sarà messa in scena al teatro Nuovo Sala Gassmann a Civitavecchia a febbraio 2010 dalla compagnia Blue in The Face, poi inizierà un tour con altre date in teatri della Toscana e del Lazio.
“Il fuoco degli estinti” elabora in parte il noto romanzo di Franz Kafka “Il processo”.
Leggiamo una sinossi: ‘Siamo nel 5771. Nel suo eterno peregrinare il Cacciatore Gracco, protagonista del racconto di Kafka, incontra il suo stesso autore in un luogo misterioso, che si direbbe l’aula di in tribunale, dove assiste sconcertato a una scena curiosa: Artemidia Salomon, una donna imponente qualificata come ‘Etocrate Supremo’, decreta di estinguere ogni memoria dell’autore di un libro che appare, bruciacchiato, sul bancone della prima scena, identificato in seguito come “Il Processo”. Anche la memoria di altri due scrittori tedeschi del novecento (Elias Canetti ed Hermann Broch), ad esso in qualche modo collegati, dovrà essere estinta: tutto ciò a salvaguardia del “Nuovo Ordine Etico”, la recente forma di governo costituita travisando le teorie del Barone di Holbach, un illuminista francese di origine tedesca. Sarà lo sdegno dello stesso Barone – che appare in scena come statua animata- a rivelare il motivo di un tale accanimento nella distruzione del passato. La comparsa sulla scena di Gefilde (bibliotecaria del regime e custode delle memorie proibite) e di Fiorenza (esperta in antichi codici) non riuscirà a salvare dal fuoco i libri proibiti. Ma proprio nel “Processo” si troverà la mappa per le “terre inospitali”, il luogo che raccoglie una speranza di umanità, un luogo dove ancora si raccontano storie.’